Nastro 4: Champagne
            
 
 
 

 

 

 

 

 

 

Lo Champagne è famoso in tutto il mondo, è comunemente associato ai concetti di lusso e festa; prende il nome dalla regione Champagne nel nord-est della Francia e, si trova nelle seguenti zone:

- Montagne di Reims, che assicurano un ottimo drenaggio ed il cui colore chiaro riflette intensamente i raggi del sole. Il vitigno predominante e il Pinot Noir. Nelle caves (nome in francese di cantine), delle montagne di Reims riposano degli Champagnes rinominati per la potenza, la struttura e la nobiltà.

- Valle della marna, le colline sono caratterizzate da terreni argillosi e calcarei, a tendenza marnosa. Il  vitigno principale è il Pinot Meunier. Gli Champagnes possiedono un seducente bouquet fruttato ed un’elevata morbidezza;

- Còte des Blancs, il vitigno principale e lo Chardonnay. I terreni gessosi assicurano elevate riserve d’acqua e di calore del sottosuolo. La Còte des Blancs da vita a Champagnes pregiati caratterizzati da vivacità e carattere e, dagli aromi leggeri e delicati, simboli di finezza ed eleganza.

- Vigne dell’Aube, Bar-Sur-Aube, Bar-Sur-Seine, nei terreni gessosi a tendenza marnosa e il vitigno principale e il Pinot Noir. Gli Champagnes della Còte des Bar sono vini di carattere  rotondi e dagli aromi complessi.

Lo Champagne è uno dei pochi vini ai quali sia stato attribuito un inventore. Ci sono molte versioni delle sue origini, ma la principale è quella del frate Benedettino Dom Pierre Pérignon.

I vini della regione della champagne erano conosciuti fin dal medioevo, venivano prodotti dai monaci delle abbazie che lo usavano come vino da messa, ma anche i regnanti francesi apprezzavano molto questi vini leggeri, tanto da offrirli in segno di omaggio agli altri regnanti europei.

Intorno al 1670 Dom Pierre Pérignon, giovane frate benedettino, giunse all’abbazia d’Hautvillers, vicino a ‘Epernay, con l’incarico di tesoriere. Egli trovò il convento, e le vigne in uno stato di totale abbandono e si adoperò per rimetterle in sesto.

Da perfezionista, si applicò alla selezione delle uve migliori, di cui la sua scelta cadde sul Pinot Noir.

Una versione afferma che lo champagne sia nato casualmente per errore durante il processo di vinificazione di alcuni vini bianchi; tale errore avrebbe causato lo scoppio di alcune bottiglie poste ad affinare in cantina, un’altra versione invece afferma che l’abate, per rendere più gradevole il vino prodotto, vi aggiungesse in primavera dei fiori di pesco e dello zucchero.

L’abate arrivò alla conclusione che la spuma fosse dovuta ad una rifermentazione del vino con conseguente produzione di anidride carbonica.

I meriti di Dom Pierre Pérignon nell’evoluzione della tecnica di produzione dello champagne, furono quelli di definire il vitigno più adatto, di applicare metodicamente la tecnica dell’assemblaggio e di sostituire i tappi di legno a forma tronco-conica con tappi di sughero.

Rimane il fatto che lo champagne è un vino, la cui notorietà e diffusa in tutto il mondo ed il cui uso ha assunto una valenza simbolica in varie situazioni tra cui a tutte le celebrazioni di eventi particolarmente importanti.

Lo champagne è un vino spumante mantenuto in pressione nella bottiglia per mezzo di un tappo a forma di fungo, coperto da una capsula metallica e, all’apertura il tappo tenderà a saltare, e lo champagne a fuoriuscire rapidamente producendo molto schiuma. Una volta versato nel bicchiere, che è di preferenza una “flùte” da champagne, si ha la produzione più o meno persistente di bollicine, da cui il termine francese “pérlage”, che tendono a salire verso la superficie del liquido.

Andando avanti nella ricerca dello champagne troviamo la marca dello stesso, che è un elemento essenziale per l’identificazione.

Per la produzione è autorizzato l’uso di cinque vitigni, di cui tre principali:

- Chardonnay (uva a bacca bianca, 26% della superficie piantata);

- Pinot Noir (uva a bacca nera, 37% della superficie piantata);

- Pinot Meunier (uva bacca nera, con maturazione più tardiva rispetto al Pinot Noir, 37% della superficie piantata).

E due vitigni tradizionali:

- Arbanne;

- Petit Meslier.

Lo Champagne viene prodotto secondo due metodi:

- Champenoise, che consiste nell’operare una doppia fermentazione del mosto, la prima volta nei tini, la seconda volta nelle stesse bottiglie, in cantina, con l’esecuzione del “Remuage”, cioé del rimescolamento.

Il procedimento di vinificazione prevede numerose fasi. Le uve raccolte in maniera selettiva, e trasportate alla pressatura, dove vengono pressate in maniera soffice, si separano rapidamente le bucce dal mosto, e il prodotto cioè il vino si mette in botti per la fermentazione.

Ogni giorno le bottiglie vengono ruotate con un movimento secco che viene definito “Remuage sur Pupitres”.

Tale operazione ha lo scopo di staccare la feccia dalla parete interna della bottiglia, e farla scendere in basso verso il collo della stessa.

Dopo alcuni mesi le fecce sono tutte raccolte all’interno del tappo.

Per eliminare le fecce si inserisce il collo della bottiglia in una soluzione salina a bassissima temperatura a questo punto si toglie il tappo e con esso il deposito di feccia.

Gli champagne si possono differenziare per il colore, per il tipo di uve utilizzate e per il dosaggio (quantità di residuo zuccherino):

- Colore: lo champagne può essere bianco o rosé, di cui il rosé si ottiene mescolando vini bianchi e vini rossi.

- Uve: lo champagne ottenuto da sole uve a bacca bianca si chiama Blanc de Blancs; lo champagne ottenuto da sole uve a bacca nera si chiama Bacca de Noirs.

- Dosaggio: tecnicamente significa l’aggiunta allo champagne di una piccola dose di sciroppo composto da zucchero di canna e vini vecchi e, a volte, cognac o altri distillati. Da un lato serve ad addolcire il vino e dall’altro lato è fondamentalmente per fornire allo champagne quelle sfumature di aroma e di gusto, cioè quello che in gergo vengono definite “Goùt Maison”.

I produttori di champagne hanno creato nel XIX secolo una serie di bottiglie di differenti capacità, per esempio:

- Il quarto di 18.75 o 20 cl;

- La mezza di 37.5 cl;

- La nabuchodonosor 15 l, 20 bott.;

- La Salomon 18 l, 24 bott.;

- La melchizédec 30 l, 40 bott.

Il tappo è formato da due parti ben distinte, le cui differenze sono facilmente individuabili anche ad occhio nudo:

- Il “corpo”: che non è a contatto con il vino e, costituisce la totalità della parte superiore al “raso bocca” della bottiglia. Una parte del “corpo” di 9-12 mm, viene introdotta nel “collo” della bottiglia.

- La “testa” che è costituta da due rondelle di sughero massiccio incollate una sull’altra, alla base del “corpo”; si tratta della parte che entra nel collo della bottiglia ed è esposta al contatto con il vino.

Una volta levigati e rifiniti i tappi vengono selezionati e trattati in superficie con la paraffina.

Sulla “testa” del tappo viene poggiata una “placchetta” in alluminio ed il tutto viene chiuso con una gabbietta di fil di ferro chiamata “Muselet”, e quest’ultimi sono diventate oggetto di collezionismo in tutto il mondo.

Sull’etichetta, troviamo numerose informazioni tra cui: la marca, il nome del vinificatore, il dosaggio (brut sec etc.), il comune d’origine delle uve, e talvolta il livello qualitativo delle uve. Inoltre e obbligatorio indicare l’Organizzazione Professionale del Produttore con una sigla di due lettere:

- NM: négociant-manipulant;

- RM: récoltant-manipulant;

- CM: coopérative de manipulation;

- RC: récoltant-coopérateur;

- ND négociant-distributeur.

Lo champagne presenta molte caratteristiche d’originalità fra i grandi vini francesi, per esempio:

- la raccolta è manuale;

- la spremitura viene effettuata con torchi tradizionali o “pneumatici”, in modo tale da non macchiare il mosto al contatto della pelle dell’acino;

- l’impiego della mescolanza fra i tipi di uve diversi, allo scopo di garantire una continuità nelle qualità enologica e nelle caratteristiche organolettiche.

La denominazione <<champagne>> e una AOC cioè un’ Appellation d’Origine Contròlée, corrispondente all’italiana DOCG Denominazione di Origine Controllata Garantita; ma anche il termine champagne è ugualmente tutelato da apposite norme internazionali contro l’uso non autorizzato.

I produttori francesi più famosi ricordiamo:

- Louis Casters;

- Ruinart;

- Laurent Perrier;

- Pol Roger;

- Lanson;

- Ayala;

- Jacquart;

- Veuve Clicquot-Ponsardin.

Per servire lo champagne bisogna avere uno stile raffinato e delicato. Va servito sempre freddo, ma non ghiacciato, ad una temperatura tra i 5 e i 7°C.

Tenendo la bottiglia nella parte posteriore della stessa e reggendola con una sola mano, versare lentamente nei calici il prezioso liquido, facendo attenzione che la spuma non debordi. Imporre un movimento rotatorio alla bottiglia per non far gocciolare il vino al termine dell’operazione di versamento.

Lo champagne si versa in bicchieri appositi a forma di coppa con piede, o a forma di tubo allungato denominati “Flùte”. La preziosità e l’eleganza dei calici aumentano il piacere di questo brindisi.

                                                                                                                             Champagne